Ai piedi dei gemelli

Dopo due mesi di maltempo, ieri sera il cielo era limpido e sereno come non mai e, coincidentalmente, la Luna si era ritirata nei propri appartamenti.
Luna nuova e cielo sereno e stabile: due condizioni rare e preziose per gli astrofili.
Era impensabile, quindi, non caricarsi Fat Jesus in spalla e andare in montagna a fargli prendere un po’ di sano gelo.
Verso le sette e mezza di sera io e la mia fida Maria (beata moglie che mi accompagna al freddo e al gelo di venerdì sera) arriviamo sul campo che, con nostra parziale sorpresa, scopriamo coperto di neve fresca. Dopo un po’ di tentennamento decidiamo di “tentarla”, parcheggiamo l’auto alla bell’e meglio sulla strada quasi per nulla trafficata e iniziamo a montare lo strumento.
Il freddo punge, ma stavolta ci siamo attrezzati con thermos di the caldo e vestiti pesanti.
Ho anche organizzato un “astro tour” degli oggetti visibili, grazie all’ottimo software Skychart.
Il problema principale, però, è orientarmi in un cielo che non conosco molto bene, dato che le mie ultime osservazioni serie risalgono ai primi freddi autunnali.
Trovare Marte, però, non è difficile, e di conseguenza neppure Cancro e M44 sembrano irraggiungibili.
Il mio primo Marte si presenta come un dischetto rosso nell’oculare, luminosissimo. Purtroppo non possiedo oculari di focale corta e qualità paragonabile all’Hyperion da 2″, 8mm, che regna ormai unico sovrano nel portaoculari, sicché spingersi più in alto con gli ingrandimenti attraverso il Kellner da 4mm è quasi solo una perdita di tempo.
L’Hyperion, però, dà il meglio di sé in deep, quindi M44 – piuttosto facile da trovare, anche perché ieri era visibile a occhio nudo – si manifesta meravigliosamente al suo interno. Una spruzzata di stelle appare nei nostri occhi regalandoci una bellissima visione.
Nel frattempo arrivano anche, a sorpresa e in carovana, i colleghi astrofili dell’AFAM, che iniziano il setup dei propri strumenti mentre io e Maria siamo già sul posto da un paio d’ore.
Si chiacchiera, si mostra con orgoglio Fat Jesus, si scrocca qualche spettacolare visione dai loro strumenti decisamente più performanti.
Sotto consiglio di uno di loro provo a puntare M35: “E’ nei Gemelli” – mi dice – “ma non ne conosco la posizione esatta. Sai com’è, con questi puntamenti automatici non è necessario imparare il cielo a menadito…”. Ha ragione, lui, ma la mia EQ5 sfighez ha bisogno delle mie mani intorpidite per muoversi. Sbircio sul Reiseatlas, verifico che la posizione è ai piedi dei gemelli, punto i cerchi del Telrad e – bingo! – M35 appare.
Un’ultima occhiata a M42, sia nel mio che – spettacolare, ricca di dettaglio e filamenti – nel Meade SC 10″ + Nagler di un “collega”, e riporto Maria, intirizzita e stanca, al caldo delle mura domestiche… Non potrò mai ringraziarla abbastanza per starmi vicina in questi momenti estremi!