Diffondere il flash

Il flash è da sempre croce e delizia dei fotografi, indispensabile in parecchie occasioni ma non facile da padroneggiare. Procurarsi un flash esterno per la propria fotocamera è già un buon passo in avanti. I flash esterni sono più potenti e più flessibili di quelli integrati nella quasi totalità delle point-and-shoot o reflex: si possono orientare in modo tale da far rimbalzare la luce sul soffitto, se è sufficientemente basso, oppure su un muro, se abbastanza vicino; offrono diverse modalità di funzionamento fra cui quella a lampo multiplo per effetti creativi particolari; possono essere wireless e quindi si possono decentrare rispetto alla macchina fotografica, oppure se ne possono utilizzare diversi per illuminare la scena in maniera più uniforme. Tante volte però, soprattutto a noi comuni mortali, capita di scattare senza ausilio di fari, faretti e ombrelli, magari a eventi come matrimoni o lauree. In questi casi anche il flash esterno, se usato “al naturale”, mostra il fianco a uno dei problemi più fastidiosi di questo tipo di dispositivi, e cioè il famigerato e temuto “effetto Casper”. Il volto dei malcapitati individui che si avvicendano di fronte all’obiettivo assumono infatti un colorito fin troppo pallido, causato dalla luce troppo diretta e intensa del flash che ne appiattisce i dettagli del viso e, nel peggiore dei casi, ne brucia irrimediabilmente i dettagli. Per non dire degli abiti da sposa, il cui candore non reagisce con simpatia ai nostri lampeggiamenti.

Fortunatamente ci sono millemila soluzioni a questo inconveniente, e vanno dalle più fantasiose e minimali dimostrazioni di fai-da-te come il biglietto da visita infilato sulla testa del flash agli accessori più costosi ed esotici (LightSphere, fra gli altri).

Io, nel mio limitato budget, ho optato per una delle più comuni e, soprattutto, meno dispendiose per il mio Sigma EF 530 DG Super: l’Omni-Bounce di Sto-Fen, un semplice “cappellino” in plastica opaca da applicare alla testa del proprio flash.

Il primo grosso intoppo, però, è stato trovare un negozio che vendesse la versione C dell’Omni-Bounce, che stando alle informazioni reperite in rete è quella compatibile con il suddetto Sigma. Dopo un paio d’ore di ricerche e tentativi ho finalmente trovato un negozio del Regno Unito che spedisce anche in Italia, e ho fatto l’ordine spendendo l’immane cifra di 14 sterline. Dopo una settimana l’OmniBounce era a casa mia, e felice come un bimbo ho provveduto immediatamente a installarlo sul Sigma.

Assonnato e in pigiama, e con la poca beltà di cui dispongo, mi sono offerto all’autoscatto della mia 50D per testare il nuovo giocattolo. In tutta velocità ho impostato 400 ISO e 1/200s e mi sono posizionato in bello stile davanti all’obiettivo.

Nonostante l’elevata compressione del Jpeg e il soggetto (credo che questo post verrà vietato ai minori dei 18 anni e diffidato dalla CEI), credo che i risultati si commentino da soli.

14 sterline ben spese, non c’è che dire.