Aggiornamenti dal fronte, oppure De bello germanico

Fields of Gold

Nell’ultimo periodo non ho aggiornato molto spesso il blog per svariati motivi, primo fra tutti l’inferno che si é scatenato di seguito all’annuncio di Nokia della chiusura del sito di Ulm. Inferno in accezione nettamente positiva, peró: fortunatamente, vista la grande quantitá di posizioni IT aperte in Germania e non solo, é infatti bastato aggiornare il profilo LinkedIn e riprendere contatto con un paio di recruiter per vedere fioccare richieste di colloquio, interviste telefoniche e richieste di informazioni. Tante cose si sono mosse e per fortuna qualche occasione interessante si é palesata anche nei dintorni di Ulm, nonché in altre belle cittá della Germania meridionale. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni qualcosa potrebbe anche concretizzarsi, incrociando le dita o, come si fa da queste parti, premendo i pollici (die Daumen drücken).
Cercare lavoro é piú impegnativo di un lavoro vero e proprio, tante volte, visto che bisogna aggiornare il CV, personalizzarlo a seconda dell’azienda a cui lo si sottopone, evidenziando di volta in volta i punti che potrebbero risultare di maggiore interesse per il futuro datore di lavoro. É necessario anche prendere informazioni sulle aziende dalle quali si viene contattati, cercare di capire qual é la loro filosofia, i loro piani per il futuro prossimo e a medio termine, la loro stabilitá e l’affidabilitá economica, ecc.
La risultante di queste procedure si é tradotta in diversi viaggi qui e lá per colloqui faccia a faccia, a dimostrazione di come il mercato del lavoro tedesco appaia – al momento – in ottima salute.

In tutto questo sarebbe bello riuscire a muoversi il piú possibile vicino a Ulm, dove ho avuto la fortuna di conoscere splendide persone, delle quali molte vorrebbero restare qui. Interessante notare come, prima di venire qui, molti fossero perplessi da questa cittadina cosí piccola e semisconosciuta, ma poi si siano ricreduti e abbiano cominciato ad apprezzarne lo stile di vita sicuramente meno convulso ed epilettico rispetto alle cittá di dimensioni maggiori, soprattutto alcuni colossi esteri come Londra.

Quanto a me va detto che ormai mi sento particolarmente a mio agio nel clima svevo-bavarese, anche se qui ho dovuto ricominciare da zero sotto molti aspetti, la lontananza dai principali affetti me li ha fatti apprezzare ancor di piú, avvicinandomi maggiormente a loro seppur, la maggior parte delle volte, solo virtualmente. Riassumendo le banalitá: la qualitá del tempo passato insieme conta piú della quantitá.

Tre settimane fa mi avevano annunciato che avrei perso il lavoro, e mille altri scenari si sarebbero aperti di lí a poco, e non tutti particolarmente attraenti. Tuttavia molte cose sono accadute e molto é cambiato in sole tre settimane e finalmente ho trovato motivi per sorridere di nuovo, davvero e senza freni, per risolvere incertezze e paure che da tempo mi avevano traghettato attraverso il 2011 e il principio del 2012. Come sempre il futuro é un libro da scrivere e una grande sorpresa, e non vedo l’ora di vedere che succederá in questa seconda metá di 2012.

Nota a pie’ di pagina: le autostrade tedesche, leggendarie corsie iperveloci ove non esistono limiti di velocitá né obblighi di pedaggio. Avendo guidato per parecchi chilometri e parecchio tempo sulle Autobahn, ho notato come esse sembrino quasi valvole di sfogo per un popolo talvolta schiacciato da un sistema che, per funzionare sufficientemente bene, impone un cospicuo numero di regole e leggi. Il tedesco medio entra in Autobahn e comincia a schiacciare sul pedale dell’acceleratore, soprattutto se la sua auto glielo consente, ma non sempre le condizioni stradali lo aiutano a superare il muro del suono. Molti tratti autostradali sono, ormai da anni, costellati di Baustellen (cantieri stradali), che provocano continui rallentamenti anche fino ai 60 km/h, riducono il numero di corsie disponibili e imbottigliano auto e camion in lunghe code. Non si paga, insomma, ma a volte capita di percorrere 150 km in piú di tre ore, come é successo a me lunedí scorso sul tratto Ulm-Karlsruhe. A tutto ció si aggiunge lo stress dello stile di guida assurdamente sconsiderato di molti tedeschi che, trovando la corsia di sorpasso occupata da una colonna d’auto, probabilmente in attesa che un camion finisca di sorpassare, decidono di sorpassare sulla destra e, al termine della fila di auto, tagliare la strada a sinistra agli altri malcapitati. Una manovra pericolosissima che ogni volta mi mette sempre un po’ d’ansia…