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Marche, Giorno 2: Camerano – Sirolo – Numana – Osimo – Offagna – Recanati

Al mattino partiamo dalla Locanda e come prima destinazione puntiamo il muso della Grigia verso la vicina Camerano, dove ad attenderci c’è una simpatica guida che accompagna noi e un altro gruppetto di visitatori nelle “Grotte di Camerano” che, a dispetto del nome, sono un complesso di tunnel e stanze scavate nell’arenaria del colle su cui è stata fondata Camerano. La pratica di scavare dei tunnel sotto la città non era poi così strana nei secoli scorsi, quando avere un rifugio sotto casa era molto più consigliabile di quanto non lo sia oggi. In alcuni casi, però, come in quello di Camerano e Osimo, le “grotte” formano un complesso unico che si estende sotto l’intero paese, e in tempo di guerra in passato ospitava l’intera popolazione anche per settimane. In tempo di pace, invece, le grotte erano usate come cantine, ripostigli, e spesso anche come sale per riunioni segrete (e qui si parla di massoneria, templari, e altre congreghe più o meno mistiche e mitiche).

Nelle foto qui sopra – non fatevi ingannare: le grotte, sebbene illuminate, sono molto più buie di quanto non appaia in foto – appare anche una chiesa sotterranea, scavata sotto una chiesa “di superficie”, che è stata purtroppo rasa al suolo per fare spazio al mercato. Questa chiesa, ornata con croci greche e quindi tendenzialmente associata al culto templare, presenta la particolarità di non essere disposta nella stessa direzione – est, come tipico per le chiese romaniche – della sua sorella sovrastante, bensì con l’altare verso nord, direzione inusuale anche per le chiese pagane.

Dopo la lunga permanenza nel sottosuolo, abbiamo la necessità di respirare dell’aria pura e di sentire il vento che soffia, perciò come tappa successiva scegliamo i dintorni del monte Conero, sulla costa. Pranzo, poi una passeggiata a Sirolo, un sonnellino sulla spiaggia nella vicina Numana, e si riparte per Osimo.

Panorama da Sirolo
Panorama da Sirolo

A Osimo c’è un altro esempio di “città sotterranea”, scavata in parte dai frati domenicani come luogo di preghiera, rifugio e stoccaggio. I frati usavano dei lunghi camini (se visti dal basso) o pozzi (se visti dall’alto) per accedere alle grotte (qui sotto ne vedete una foto). Noi usiamo una semplice e comoda scala in pietra, e insieme ad altri due visitatori e all’immancabile guida ci addentriamo nelle viscere della collina, fra simboli a quanto pare templari (triplici cinte e stelle a otto punte, fra gli altri), bassorilievi, e cunicoli labirintici. Si stima che sotto Osimo ci siano, in totale, circa 12 km di cunicoli, che coprono l’intera area cittadina. Di questi 12km, circa un quarto non sono ancora stati mappati ed esplorati.

Per la seconda volta fuoriusciti da un complesso sotterraneo, decidiamo che per il momento possiamo anche restare in superficie per qualche ora. Dopo aver visitato il centro e il belvedere (nella foto sopra), ripartiamo per Montefano, dove dormiremo.

Prima, però, un rapido passaggio ad Offagna per gustare il tramonto dalla Rocca.

Lasciamo i bagagli nel B&B a Montefano, e andiamo alla ricerca di un ristorante che possa dare del cibo a due viandanti. Alla fine optiamo per un piccolo ristorantino a Recanati, molto particolare perché durante il giorno è una macelleria, mentre di sera diventa una piccola osteria grazie a qualche tavolo posizionato all’esterno, al coperto. Non nominerò detto locale per non fare pubblicità gratuita, ma si sappia che è davvero notevole la cura con cui viene preparata e cotta la carne. Eccellente la qualità della materia prima, eccezionale la resa dei piatti. Per gli amanti di tagliate, filetti e lombate, questo è il posto giusto. Chi invece non riesce a mangiare la bistecca se non è ben cotta se ne vada pure in pizzeria. Dopo questa digressione enogastronomica, torniamo alla macchina passeggiando per il centro della cittadina che diede i natali a… Se non lo sapete, “sapevatelo”!