Anniversario al contrario

Anniversario al contrario

Alone in the snow

La pianura intorno a Monaco è punteggiata di fioche luci, contrariamente alle ferite aperte nella spianata friulana da cui sono partito, rigurgitanti un bagliore giallastro e innaturale.
Anche da quassù l’illuminazione pubblica tedesca appare meno sovrabbondante di quella italiana.
Anche da quassù è visibile il chiarore della neve che ricopre i campi e i prati.
Sparuti puntini luminosi si muovono lenti sulle arterie del pianeta pulsante di vita, e penso che ogni puntino è una vita, una vita che incrocio per un secondo mentre sto sospeso a cinquemila metri d’altezza, mentre io scheggio nello spazio tempo dividendomi fra paesi e nazioni.
Sbarcare all’aeroporto di Monaco di Baviera è sempre una sensazione contrastante: è la tappa che mi allontana dall’Italia ma è anche il mio crocevia verso la nuova vita che mi sono scelto, verso la nuova casa che sento sempre più mia. Dovrei sentirmi in colpa con la mia vecchia patria per questo?
Questo è il paese che mi aveva affascinato diciotto anni fa, quando per la prima volta ne ebbi un assaggio vivendoci per non più di una settimana. Eppure già erano evidenti le differenze con il vecchio stivale, già era evidente che mi piacesse.
Adesso è passato un anno dall’evento che ha scatenato la catena che mi ha portato qui. Era il 6 febbraio 2011, il mio primo giorno della nuova vita, il primo del turbine di accadimenti incessanti del 2011, e oggi che è il 6 febbraio 2012 sto ritornando all’ultima fase della mia nuova vita. Ultima per ora, ovviamente.
La voce tedesca gracchia nell’altoparlante dandomi il benvenuto sul treno regionale verso Ulm, in cuffia risuonano canzoni di gruppi che fino a un anno fa neppure conoscevo.
Pensare di tornare in ufficio domani non mi affligge, ma anzi ne sono contento: nuove sfide, nuove lotte, nuove scoperte e nuove esperienze.
Il paese che diciotto anni fa mi aveva affascinato, il paese che nell’iconografia classica è quello delle patate e della birra, mi ha accolto a volte con diffidenza e a volte a braccia aperte, ma finora non potrei lamentarmi di nulla.
“Never let your fear decide your fate”

2 Replies to “Anniversario al contrario”

  1. vedo con piacere che l’ottimismo è in crescita…. coraggio gabriel che la sfida la vinciamo noi perchè sappiamo soffrire e sappiamo rialzarci con dignità e amor proprio!

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: