Basket e chiacchiere da sala macchine

Basket e chiacchiere da sala macchine

Everything's white

Domenica di casa e sport. Al mattino pulizie di casa dopo il sabato trascorso fra ufficio e lavanderia, e al pomeriggio, dopo che la neve era tornata pioggia riportando il verde sui prati, mi sono incamminato verso la palestra di Jungingen, dove la mia futura squadra di basket avrebbe disputato la prima partita dell’anno. Purtroppo sono stato costretto in tribuna dalla burocrazia italiana: mentre i tedeschi erano già pronti lunedì scorso, dopo appena un giorno, i tempi italiani sono un po’ più lunghi, cosicché per la consegna di un nullaosta la federazione pallacanestro stima dieci giorni.

Prima della partita maschile, però, c’era quella femminile, perché in paese pare ci siano due squadre, che giocano nelle stesse giornate agevolando l’organizzazione, che è la stessa.

Essere costretto in tribuna è una delle cose più tristi per un giocatore: ci si sente inermi e inutili mentre i propri compagni lottano in campo.

Ad ogni modo una giornata di questo tipo non può che fare bene. Si respira aria diversa da quella del lavoro, un’aria più informale e fatta di coetanei, accomunati da una passione e non da un cartellino da timbrare. E poi si scopre che quella che al mattino incontri alla fermata dell’autobus milita nella squadra femminile, e allora da sconosciuto in un piccolo paesino cominci forse a poter avere un’identità, evolvendoti verso lo status di “straniero che gioca a basket”.

Stavo accennando all’ufficio, ma anche in quel caso non mi posso lamentare delle frequentazioni e dell’ambiente, la cui impronta generale è amichevole e informale anch’essa.
Ogni tanto si riesce a passare qualche ora piacevole in compagnia di italiani, cercando di importare dei piccoli riti come l’aperitivo, concetto decisamente sconosciuto in terra germanica (sento già i friulani scaldarsi e imprecare per questa grave mancanza).
Poi, mentre in sala macchine al sabato mattina si aspetta che i server finiscano il loro lavoro, si chiacchiera e si scopre che il proprio compagno di scrivania condivide i propri autori preferiti, e ci si ripromette di tornare sull’argomento dietro un boccale di birra.

Nulla di sconvolgente, certamente. Soltanto constatazioni sulla progressione della vita ulmese, nettamente piacevole e sulla quale, si spera, questa settimana potrei avere delle conferme quasi definitive.

3 Replies to “Basket e chiacchiere da sala macchine”

  1. sarebbe solo ora che diano una risposta!!! ecco vedi cosa intendevo per rassicurante piacevole routine…. la normalità calda della vita…. con pazienza…. un bacio!

    1. Mah… Oggi é giorno di grandi riunioni per gli altri, vediamo se per domani o dopodomani avró qualche notizia di qualche tipo.

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