Day 14: Goodbye New York!

Day 14: Goodbye New York!

lebron

Ormai è l’ultimo giorno della nostra luna di miele, che dedichiamo allo shopping degli ultimi souvenir all’insegna della tranquillità (o quasi).

La serata finale è al Madison Square Garden, che ci ha già visti suoi ospiti per due volte. Questa volta, però, è diverso: è venerdì sera, si festeggia la vittoria dei New York Yankees nel campionato di baseball e i Knicks giocano contro i Cleveland Cavaliers di Lebron “The King” James. L’atmosfera è elettrica e anche i tifosi dei Knicks sono attenti soprattutto alle evoluzioni del giovane prodigio, che decide di chiudere subito la partita segnando venti punti in dieci minuti. Da lì in poi non c’è più gara, ma lo spettacolo è assicurato dalla presenza al Madison di personaggi del mondo dello spettacolo americano, più o meno conosciuti da noi, giocatori ed ex-giocatori di tutti gli sport, giochi, musiche, intermezzi di ogni tipo.

Usciamo dal Madison storditi e soddisfatti, mangiamo la prima e ultima fetta di pizza di New York (Maria sbaglia clamorosamente mangiandone una fetidamente farcita con broccoli, aglio, topi morti e non so cos’altro) e ci incamminiamo verso la metro.

Durante il tragitto ripensiamo a quello che abbiamo visto e vissuto in queste due intense settimane: i grattacieli di Manhattan, lo charme del Village, tutto il verde di Central Park, i colori e la tranquillità di Harlem, i palazzotti di Brooklyn e il suo famoso ponte, gli odori e la folla di Chinatown, Broadway coi suoi teatri e i suoi negozi, il multietnico Queens.

E ancora la claustrofobica e affollatissima metropolitana, i venditori di pretzel e hot dog per le strade, camerieri e commessi sempre sorridenti e pronti a scambiare quattro chiacchiere, il lungomare sull’Hudson, i clacson usati a sproposito e tanto altro.

L’elenco potrebbe continuare ancora, ma eviteremo di dilungarci ancora.

Alcuni dubbi della partenza, però, sono stati dissipati durante la nostra permanenza qui:

1) in due settimane non si riesce, umanamente, a visitare tutta New York. E’ talmente grande che bisogna fare una cernita delle cose che interessano di più e concentrarsi su di esse, e anche in questo caso non mancheranno i rimpianti alla partenza per non aver potuto fare o vedere qualcosa;

2) la New York più bella non è, contrariamente a quel che si crede, il centro di Manhattan. Certo, i grattacieli di midtown sono spettacolari così come la roboante Times Square, ma la New York vera, quella che pulsa e respira e si muove a ritmi diversi da quelli consumistici e convulsi del turismo di massa è un’altra.

E ora passo e chiudo, ché le valigie non hanno ancora imparato a prepararsi da sole, maledette pigrone!

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