Day 3: Grosso pasto a Chinatown

Day 3: Grosso pasto a Chinatown

PA263331La giornata di oggi è cominciata con un po’ di sano shopping nel negozio ebreo di cui si parlava ieri; assurda l’organizzazione, la competenza dei commessi e la loro disponibilità.

Dopo aver vuotato ancora un po’ i conti in banca con acquisti mirati abbiamo proseguito verso nord per visitare la mitica Chinatown. Qui il passante è assaltato da un turbine di colori, profumi, odori e sensazioni. Fra banchi di strana frutta, negozi che vendono qualsiasi cosa e anche di più, ristoranti e fast food per non dimenticare qualsiasi attività legale e probabilmente illegale, a Chinatown si trova davvero di tutto. I gusti del gelato che ho mangiato lo dimostrano: fagioli rossi e the verde! PA263342 Tra le vie si trovano anche dei templi buddhisti, fra cui il più importante contiene una statua d’oro del Buddha alta cinque metri. Entrare in questi luoghi incute soggezione per la pace e l’atmosfera dei quali sono pregni. Ci sentiamo anche un po’ in colpa ad essere lì in veste di turisti, perciò cerchiamo di comportarci nel modo più rispettoso possibile. PA263353 Proseguiamo la nostra giornata in un ottimo ristorante malese e troviamo, inglobati fra le vie dell’arrogante Chinatown, ciò che resta di Little Italy: qualche via con ristoranti, negozi e gastronomie italiane, poco più di una spruzzata di folklore del nostro stivale a New York.PA263366

Poiché oggi non possiamo rientrare tardi causa cena di festeggiamento compleanno del sottoscritto, saltiamo la visita a South Seaport e ci incamminiamo sul celeberrimo ponte di Brooklyn.

PA263409Il mitico ponte è ancora decisamente affascinante con i suoi due enormi pilastri in muratura, nonostante sia affiancato dal più recente Manhattan bridge, di architettura simile.

Al termine del ponte si arriva – strana coincidenza! – proprio al quartiere di Brooklyn (non l’avreste mai detto, eh?), che visiteremo nei prossimi giorni ma appare come una graziosa zona residenziale. PA263421Il sindaco Bloomberg, inoltre, sta ampliando il parco di Brooklyn per “permettere ad ogni cittadino di poter raggiungere un parco nel giro di dieci minuti”.

Trascorriamo l’ultima mezz’ora nel bel parco, nel quale si radunano mamme e tate coi bambini, artisti, fotografi, coppiette. PA263453Ci passano davanti aerei, elicotteri, lance della polizia e persino una petroliera che sfiora le volte dei ponti.

Delle curiosità finali prima di lasciarvi: la prima è che a NYC c’è un poliziotto a ogni angolo di strada, il che fa sentire sempre relativamente sicuri; la seconda è che trovare una stazione della metro che sia fornita di scale mobili è difficilissimo, per cui bisogna armarsi di forti gambe e molto fiato; la terza è che non è vero che tutti gli americani sono obesi, anzi; a New York c’è una bassissima percentuale di persone grasse, oserei dire decisamente minore che in alcune zone d’Italia. In generale la gente è piuttosto in linea, mentre le persone sovrappeso rappresentano una davvero trascurabile minoranza.

2 Replies to “Day 3: Grosso pasto a Chinatown”

  1. Direi finalmente un po’ di sorrisi di Maria! La stanchezza da jet-leg (la gamba gettata) sta svanendo?
    Esigo sapere cos’avete comprato nel negozio dai commessi super extra competenti! 🙂
    Una cosa non apprezzo: il cartello NO DOGS nel parco!!!!!
    Come andò la cena compleannesca?

  2. Hai ragione perché Maria in tutte le foto sbuffa o si annoia,,, Difficile farle delle foto decenti se non a tradimento! 😀
    Dagli Oompa Loompa ebrei abbiamo preso la tua ram, due filtri protettivi per le lenti della mia fotocamera e un bell’obiettivo per macro, ritratti e uso generico. Poi abbiamo provato una fotocamera bridge per Maria, e ho sbavato sui telescopi e sulle reflex più costose che erano tutte lì in esposizione pronte a farsi toccare e provarel

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