Grande Giove! Ma…

Grande Giove! Ma…

Mercoledi’ 8 luglio 2009, diario del capitano: nonostante il nostro satellite sia quasi totalmente riempito dalla luce solare, le mie neofitiche osservazioni non possono arrestare il proprio progresso.
A poche miglia terrestri dalla mia modesta abitazione sul terzo pianeta del sistema solare XMF2543768.0, trovo un sito sufficientemente favorevole alle mie attivita’ di ricerca scientifica.
Giunto sul luogo, io e l’equipaggio installiamo l’astro-osservatore ottico-meccanico e cominciamo la sessione.
La grande luminosita’ della compagna di viaggio siderale della Terra ci impedisce una netta visualizzazione degli oggetti piu’ deboli, ma non ci scoraggiamo e, installando un filtro neutro per ridurre un po’ l’emissione luminosa, ci sollazziamo nell’osservazione della Luna stessa.
Verso mezzanotte, a est del satellite selenico, spunta un astro molto luminoso che gia’ a occhio nudo pare diverso dalla solita stella. Avevo letto da qualche parte che si sarebbe palesato il gigante gassoso che noi terrestri chiamiamo Giove, e puntando il doppio visore da esplorazione sommaria a bassi ingrandimenti ottengo la conferma delle mie reminiscenze rilevando la forma circolare del corpo celeste, tipica dei pianeti.
Brandeggio quindi Zaphod, che si inciampa sulle manopole dell’equatoriale vista la poca altezza sull’orizzonte del bersaglio, e lo punto. Gia’ a bassi ingrandimenti si vede un circoletto giallo-rossastro accompagnato da quattro granelli di polvere di stelle che sembrano proprio i satelliti principali del gigante gassoso. Purtroppo anche spingendo con gli ingrandimenti non si riesce a migliorare di molto la visibilita’ a causa della posizione scomoda dell’astro.
L’aria sembra troppo turbolenta, generando un effetto “calore” modello autostrada italiana a ferragosto.
Anche se le condizioni sono avverse siamo soddisfatti e, mediante il nostro avanzato sistema di piedetrasporto, risaliamo sul mezzo autosemovente per tornare alla nostra galassia.
Ora aspetteremo circostanze piu’ favorevoli per poter chiedere di piu’ alla misera strumentazione che l’ente spaziale federale casalingo ci ha fornito.
Passata la smania delle prime esperienze, ora puntiamo ad approfondire con maggior serieta’ e cognizione di causa l’argomento.
Passo e chiudo!

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