HDR: sì o no?

HDR: sì o no?

The sky is falling (No HDR)
The Sky is falling (HDR)

HDR, questo fin troppo conosciuto. La fusione di scatti multipli della stessa scena, presi a esposizioni differenti, e il successivo tonemapping, generano le classiche immagini poco realistiche ma molto spesso di forte impatto visivo. Io stesso ho fatto ricorso diverse volte, anzi oserei dire molto spesso, a questa tecnica, con risultati che sul momento mi parevano soddisfacenti. Ora, però, guardandomi alle spalle di quel passato non tanto remoto, mi rendo conto che qualcosa non mi quadra. Dopo aver imparato come creare immagini HDR piuttosto velocemente e con minimo sforzo, ne ho probabilmente abusato, trasformando buona parte delle mie foto paesaggistiche in HDR, abituandomi a scattare *sempre* tre esposizioni dello stesso scatto perché “tanto poi le fondo in HDR e viene bene ugualmente”. L’applicazione di questa tecnica mi ha offerto la tipica ampia gamma dinamica e cromatica, ma ha anche presentato il conto in termini di realismo e nitidezza, tanto da rendere le immagini impossibili da stampare su supporti più grandi del classico 10×15 da cartolina in quanto affette da visibile perdita di dettaglio. Riguardando i raw oggi, mi sono accorto che almeno uno dei tre scatti che componevano gli HDR era esposto correttamente, senza bianchi bruciati né neri bucati, perciò conteneva tutte le informazioni cromatiche che mi sarebbero servite per stiracchiare l’istogramma e donargli, con qualche tocco di Photoshop, la sinuosa forma che gli si confà. Ci sono anche casi in cui la differenza di esposizione fra il cielo e la terra è talmente alta che conviene fondere i due scatti manualmente, portando il cielo dell’una sull’altra. E’ questione di qualche click, una manciata di livelli, delle maschere di livello e poco altro, e il risultato finale offre una qualità visiva notevole anche al 100% di zoom. Sia ben chiaro che il sottoscritto non è assolutamente un propugnatore del fotorealismo a tutti i costi, come ho già avuto modo di scrivere; la foto, infatti, secondo me è un’espressione e non solo una rappresentazione fedele della realtà. Se però la realtà diventa impastata, sfocata e granulosa, ecco che l’HDR perde il suo fascino. Il perché di questa mia pubblica ammissione di “colpa”, “pigrizia” o semplicemente “inesperienza” è in queste due immagini: quella sopra è una normale esposizione, mentre quella sotto è un HDR. Provando ad osservarle da vicino a dimensioni superiori al classico 640×480 la differenza è evidente anche al profano di fotografia. Mentre l’ampliata gamma dinamica non aggiunge granché all’immagine finale, la resa dell’acqua e dei villaggi sulle colline ne risente notevolmente.

Con ciò non voglio dire che mi toglierò il sapore della High Dynamic Range; piuttosto sarò più parsimonioso nel suo utilizzo ed eviterò di servirmene per la pigrizia di creare qualche livello in più e sforzarmi un po’ di più in fase di scatto.

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