Home sweet home

Home sweet home

Traslocando

Nonostante lo splendido tramonto che mi ha accolto all’uscita dalla nuova casa stasera la foto del giorno é, molto prosaicamente, solo un’istantanea della mia vita. Altrettanto prosaicamente non scriveró di null’altro se non di vita comune, quella che fa sudare e a volte puzza un po’, scontentando cosí coloro che sperano in qualche nonsense pseudoriflessione esistenziale che possibilmente culmini in un cliffhanger.

Insomma oggi era il grande giorno, per me: dopo oltre quattro mesi sono stato finalmente raggiunto in Germania dai miei mobili, dalla mia moto, dai miei libri. Dopo aver vissuto per tutto questo tempo in uno spazio vitale ridotto e con il minimo indispensabile, dormendo su una sorta di brandina, é stato emozionante rivedere il divano, l’armadio, i vestiti, il letto. Cari, vecchi, ma inseriti in un contesto tutto nuovo, lontano centinaia di chilometri dal precedente.
Dopo aver aperto scatole tutto il giorno, appena i trasportatori se ne sono andati intorno alle due e mezza del pomeriggio dopo avere rimontato i mobili, il mio primo gesto sono stati cinque minuti di silenzio: lasciandomi cadere di schiena sul mio letto, restando a guardare il soffitto perlinato, il sole che filtrava dalle persiane, finalmente di nuovo a casa, finalmente a braccia aperte su una superficie orizzontale sufficientemente grande ad accogliermi tutto.
Il resto del pomeriggio é triviale banalitá per molti, ma immaginate un informatico con il senso pratico di… Beh, di un informatico, che si aggira in uno smisurato negozio tedesco alla ricerca di trapani, cacciavite, martelli, guarnizioni, riduttori e raccordi per tubi, colle e una serie di altri dispositivi e articoli per il fai da te dei quali a malapena conosco il nome italiano. Volete una sala server in casa? Nessun problema. Dovete avvitare un Fischer? Passo, grazie. Nel senso che passo la mano, non che passo da voi a fare il lavoro. Eppure quando la necessitá si eleva a virtú non c’é altra via che rimboccarsi le maniche e affrontare tutto, sicché per una volta maneggeró avvitatori e trapani al posto di tastiere e mouse. Il lato estremamente positivo della vicenda é che, quando potró dire di essere sopravvissuto, avró maggiore dimestichezza con la lingua tedesca e con il bricolage. Cose che tornano sempre utili, nevvero?
Questa é anche l’ultima settimana a Jungingen, dopodiché voleró per una settimana in Finlandia e al mio ritorno mi verrá portata la cucina, che completerá l’abitabilitá della nuova casa. Sperando non si tratti di un pesce d’aprile.

In ultimis: per mantenere la mielositá che mia mamma mi ha piu volte attribuito (lei sí che é un vero uomo!), lascio anche un’aggiunta musicale intonata con il mio stato d’animo. Se non vi va bene potete ascoltare la versione alternativa.

Kevin’s telescope (The Gathering)

His hands hide inside a sleeve
And little feet play with the ground
beneath him
While up in the sky is where he wants to be

Time will fly
And the wind plays with him
The night will give him its charm

While he walks home
His head’s up in a cloud
He feels his pores fill up with fresh air
And there’s no doubt
That one day he will be
Where the eye of his telescope has already been

Night will pass
But he’s a lot faster
No one can do him any harm

4 Replies to “Home sweet home”

  1. com’era quella vecchia canzone di cui non conosco nè autore nè titolo? Diceva “Aria, aria di casa mia, aria….di libertà!” Bè è azzeccata direi!Eh che bei giorni leggeri che ti aspettano ma alla fine l’abbandono dell’abbaino sarà sicuramente una grande vittoria! Coraggio si ricomincia!!Anche dal bricolage 🙂

    1. Tutto é in linea in questa esperienza: faticoso e a volte sofferto, ma altamente soddisfacente. L’approntamento del nuovo appartamento non fa eccezione. 😉

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