Il Maestro e Margherita

Il Maestro e Margherita

"Modern Golgotha" on Flickr

Parlare del capolavoro di Bulgakov non è facile, ma d’altra parte non ho intenzione di presentare alcuna recensione. Mi basta fissare su un pezzo di carta virtuale le mie impressioni su un romanzo che mi sentirei di consigliare ai più avventurosi.

Devo premettere di non essere un grande conoscitore di autori russi, avendo letto in precedenza poco o nulla degli stessi, ma visto che da qualche parte dovevo cominciare ho optato appunto per “Il Maestro e Margherita”.

Inizialmente, trovarmi catapultato nella Russia degli inizi del Novecento un po’ mi ha spiazzato e affascinato in quanto si tratta di un contesto generalmente poco conosciuto sia da me che, credo, dai lettori occidentali.

Comprendere poi quale sia il filo conduttore della trama nelle prime duecento pagine è pura utopia, soprattutto perché l’autore, non contento di avere architettato un intreccio di notevole spessore, si sollazza nell’introduzione di decine di personaggi differenti, che creano non poca confusione durante la lettura. Questo per diversi motivi: in primis, almeno per quanto mi riguarda, i nomi russi suonano piuttosto simili fra loro alle volte; secondo, a volte viene usato il vezzeggiativo del nome mentre altre volte è usato il nome di battesimo; terzo e più importante, i personaggi non vengono assolutamente caratterizzati fisicamente, perciò risulta difficoltoso individuarli “visivamente”.

Perseverando, però, sono riuscito a godermi dei momenti di lirismo assoluto, che non esiterei a definire, nella mia seppur scarsa cultura letteraria, dei capolavori. Il Ballo di Satana o le parti ambientate nella Giudea di duemilla anni fa ne sono ottimi rappresentanti.

Nella seconda metà del libro si riesce finalmente a comprendere il perché del titolo del libro, e si passa attraverso amore e redenzione fino allo struggente finale.

Possedendo sufficiente stomaco per non scoraggiarsi di fronte ai numerosi personaggi di minore importanza, Il Maestro e Margherita è in fondo una storia d’amore senza tempo che merita sicuramente almeno un tentativo.

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