Il signore degli anelli!

Il signore degli anelli!

Era uno dei miei obiettivi di questi primi giorni di prove del mio nuovo Zaphod – il mio Newton da 114 nuovo fiammante su montatura EQ-Sky.
Stando a quanto avevo appreso, Saturno sarebbe stato visibile a Sud Ovest del Leone nelle prime ore della notte, fino circa alle 0:30, dopodiché sarebbe sceso troppo basso sull’orizzonte per essere apprezzato.
Così è stato: dalle 22:20 circa fino a poco dopo la mezzanotte, dal mio sfigatissimo sito di osservazione improvvisato, cioè il balcone di casa mia che punta guardacaso a ovest, ho potuto assistere a uno degli spettacoli più belli che avessi mai visto.
Non avevo mai fatto caso alla costellazione del Leone, ma stasera ho riconosciuto immediatamente lo pseudo-trapezio del corpo della bestia in cielo.
E’ una banalità, direte, ma per un novellino come me è già un traguardo…
E, guarda caso, esattamente a sudovest del “trapezio”, c’era il mio obiettivo. Sembrava una stella a occhio nudo, naturalmente, ma in cuor mio speravo che fosse proprio il pianeta dagli anelli. Doveva essere lui.
Prendo l’oculare da 25, uno sfigato Kellner, e lo punto verso quel puntino luminoso. Ecco che iniziano i primi problemi legati allo stazionamento della montatura: purtroppo, non avendo visibilità del nord, non ho potuto puntare correttamente l’asse polare della mia montatura equatoriale, perciò ogni aggiustamente sulle assi di declinazione ed a.r. di Zaphod si traducevano in scarti improbabili su assi inesistenti.
Avrei potuto allinearlo al polo nord magnetico per avere almeno una parvenza di stazionamento, ma ho deciso di essere “garibaldino” fino in fondo per stanotte.
Comunque sia, riesco a seguire il pianeta regolando a.r. e declinazione tramite apposite manopole (o quasi, visto che una delle due manopole mancava di una vite, che mi stanno spedendo dalla Germania, così mi è toccato usare la rotellina del motorino A.R. che, ovviamente, non ho).
Già nel 25 si iniziano a vedere gli anelli intorno al corpo luminoso di Saturno: è lui, non c’è dubbio!
Provo con il 10, ma vedo solo buio. Rimetto il 25, e mi accorgo che il pianeta non era al centro dell’oculare. Lo centro per bene, mi preparo al cambio di oculare rapido e tac! Eccolo lì, splendido, a 90 ingrandimenti!
Ripeto l’operazione, provo con il Ploessl 4mm e – magia! – ora il disco luminoso è molto più grande, si vede lo schiacciamento ai poli, gli anelli e pure un altro puntino luminoso a poco distanza: dev’essere Titano!
Passo decine di minuti a rimirarlo, impazzendo con le regolazioni sugli assi della montatura, ma non voglio perderlo.
Appena tocco il focheggiatore poi, seppure con mano chirurgica, nell’oculare inizio a non vedere più magnitudini stellari, bensì Richter!
Nonostante tutto questo, però, sono tremendamente soddisfatto: sarà una banalità, un’idiozia, semplice e triviale, ma l’emozione di osservare da me gli anelli e almeno un satellite di Saturno nell’oculare del mio primo telescopio ha ripagato abbondantemente tutte le ore passate a studiare l’argomento.
Ora devo affinare la tecnica ed iniziare a riconoscere altre costellazioni, provare cieli bui, e più avanti – quando saranno ben visibili – passerò a Marte, Giove, ripasserò per bene la Luna, e poi chissà, un po’ di deep sky e qualche nebulosa o ammasso facile facile non mi dispiacerebbe.
Dovrò migliorare un sacco l’utilizzo di Zaphod, ma ce la farò.
Per ora, però, vado a letto felice e soddisfatto dalla mia prima esperienza extraterrestre.

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