Mangiando la neve. Non quella gialla, come insegna l’esperienza.

Mangiando la neve. Non quella gialla, come insegna l’esperienza.

Tipico paesaggio nei dintorni di Helsinki

Dopo un sabato di intenso lavoro nella nuova casa per cercare di renderla abitabile in tempi brevi, anche la domenica é cominciata sulla stessa lunghezza d’onda. In attesa che pensieri primaverili la invadano presto, la sveglia stamattina é suonata senza ritegno a orari antidiluviani in modo che potessi procedere coi lavori al fine di poterci entrare giá venerdí prossimo. Dopo un’oretta abbondante di sistemazioni e pulizie varie, corsa a casa per doccia e preparazione valigia.

Alle 11 e qualche minuto, infatti, il fidato autobus linea 7 mi avrebbe portato alla stazione dei treni di Ulm per cominciare il viaggio, piuttosto lungo, verso Salo, ridente (?) cittadina nel sudovest della Finlandia, a 120km da Helsinki, sede di un training che mi vedrá occupato per i prossimi quattro giorni.
Poi il classico treno Intercity verso Monaco, seguito da un meno classico volo di quasi due ore e mezza in compagnia di un simpatico signore di 170kg seduto accanto al sottoscritto. Olezzava come una distilleria e, oltre ad essere naturalmente ingombrante, faceva di tutto per poter occupare ulteriore spazio distendendo ogni arto nelle direzioni meno indicate, mentre il finnico seduto sul sedile antestante continuava a stiracchiarsi epiletticamente, spingendo cosí indietro il proprio sedile a scatti e di conseguenza rendendo ancor piú angusto il mio giá ridotto spazio vitale.

Dopo aver baciato la terra di Helsinki e ringraziato le divinitá pagane per avermi consentito di uscire infine dal carro bestiame, sono saltato al volo sull’unico mezzo che avrebbe potuto portarmi qui a Salo: un autobus che ha cominciato a macinare chilometri in mezzo a interminabili e innevati boschi di betulle fra le quali qualche sparuto gruppetto di pini reclamava per se un po’ di spazio vitale. Proprio come io avevo fatto per un paio d’ore sull’aereo.

Laghi ghiacciati, bianche distese, boschi boschi e ancora boschi il poco fantasioso paesaggio che mi ha accompagnato fino a Salo. Non c’é altro intorno alla doppia striscia di asfalto che si distende solitaria fra le ondulazioni della pianura finlandese, interrotta di quando in quando solo da qualche collina, appropriatamente scavata dall’uomo per lasciare posto alla strada, che perció passa talvolta fra alte pareti di roccia stratificata.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: