Monaco

Monaco

Rathaus-Glockenspiel

Domenica scorsa la malsana idea di alzarmi all’alba per portare le gelide terga a Monaco di Baviera si é impossessata di me, o sarebbe meglio dire di noi.

Io e il mio finnico compare eravamo in possesso di due biglietti per una partita di Hockey su ghiaccio a Monaco. Era una partita di DEL, la prima lega federale di questo sport, e sebbene non ne sia un appassionato mi sono lasciato trascinare in questa nuova esperienza dal nordico coinquilino. Essendo la gara nel pomeriggio, perció, quale migliore occasione per approfittare della giornata per una gita fuori porta e un ritorno a Monaco, dopo anni dall’ultima volta (della quale peraltro ho ricordi tutt’altro che felici) in cui ho passeggiato per il centro storico? E quale miglior orario per partire della mattina presto, quando anche i galli sono stati svegliati da due imbecilli che camminavano tremebondi in mezzo al nevischio ulmese? La speranza di questi due soggetti era di trovare a Monaco non uno spiraglio di sole, ma anche solo una breve tregua nelle precipitazioni.

Doccione nel cortile del municipio

Quasi due ore di tranquillo treno regionale per arrivare alla stazione centrale e da lí riprendere il cammino, ancora mezzo addormentato e infreddolito, verso il centro della cittá. Contrariamente al solito stavolta non mi ero assolutamente informato sulla cittá, fidandomi dei vaghi ricordi che avevo e del prode GPS del cellulare.

Arrivare a Marienplatz sotto il nevischio sottile e bastardo non é stato difficile, fisicamente, come non lo é stato trovare rifugio da Ritschart per una cioccolata calda poco dopo che il Glockenspiel, l’orologio animato del municipio, aveva intrattenuto la folla di inumiditi turisti con il suo consueto spettacolo musicale animato.

Spielzeug Museum

Sotto leggere docce di nevischio i due hanno proseguito il loro tour cittadino visitando il museo dei giocattoli (il sottoscritto é affascinato dai giocattoli antichi, testimonianti non solo un’epoca ma anche una cultura differente e remota), diverse chiese e, per rifocillarsi degnamente, la Hofbräuhaus, secondo errore della giornata.

Se il primo errore é stato rinunciare al sonno per buttarsi sotto un cielo impietoso, l’idea di pasteggiare in uno dei luoghi piú caratteristici e per questo turistici di tutta Monaco ha avuto l’effetto di svuotare il portafogli senza riempire parimenti lo stomaco.

Statua nei pressi di Marienplatz

Messa la tacca e insieme la croce sulla HB, era quasi tempo di dirigersi verso l’Eishallee per i preparativi della partita, e anche se eravamo un po’ in anticipo non avremmo voluto restare a vagabondare sotto l’impalpabile precipitazione atmosferica monegasca.

L’Eishalle, sita fra l’avveniristico design del BMW Zentrum e l’Olympiastadion, ex (grazie Penny per la precisazione) campo casalingo del Bayern München, é una struttura piuttosto grande, che puó contenere oltre seimila spettatori. Essendo un palazzo del ghiaccio, chiaramente, come potevo aspettarmi una temperatura mite? Altre due ore e mezzo di freddo, quindi, in mezzo a quasi quattromila persone in pieno delirio per le gesta dei propri beniamini pattinanti.

Face-off

Fortunatamente il finnico collega ha avuto la bontá di spiegarmi qualche regola base dell’hockey, permettendomi di comprendere almeno le azioni principali. Incredibile la partecipazione dei monegaschi a uno sport considerato “minore”, e incredibile anche la libera vendita di birra e vin brulé all’interno dello stadio durante la partita: come mai in Germania non hanno ancora vietato la distribuzione di alcolici negli stadi, al contrario dell’Italia?

Tra un face-off e una sportellata sul plexiglas, la squadra di Monaco perde 4-2 lasciando l’amaro in bocca ai tifosi locali, che mestamente lasciano il palazzo per finire pigiati nella metro insieme a noi, diretti alla stazione centrale verso la lunga e sonnolenta via del ritorno.

4 Replies to “Monaco”

  1. e la mamma ti ha detto di comprare la calzamaglia di lana 🙂 se la temperatura max è quella che mi è stata riferita effettivamente è il caso di cambiare abbigliamento o almeno di potenziarlo non siamo abituati a climi nordici un bacione!!!!

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