Occhio all’oculare!

Occhio all’oculare!

Sempre di novellini inesperti come il sottoscritto si parla, quelli che sono abituati ad usare i meravigliosi oculari in dotazione al telescopio che hanno acquistato.
Uno degli aspetti che mi han fatto propendere per il Galaxia II è stata la dotazione di 3 fondi di bottigl… oculari da 4mm, 9mm e 25mm, gamma piuttosto completa e soprattutto compresa nel modico prezzo totale.
Ora, per diversi motivi, mi guardo intorno nel mercato degli oculari e cerco di capire cosa potrei procurarmi come souvenir a buon prezzo nel mio viaggio oltreoceano di novembre.
Non volendo spendere i soldi di un Pentax o di un Nagler, la scelta era ricaduta sugli Ultra Wide Angle della meade, con campo apparente di ben 82°.
L’altro giorno, dovendo comprare un foglio di astrosolar per dedicarmi un po’ all’oservazione solare , mi sono trovato presso un negozio di astronomia nelle vicinanze e, già che c’ero, ho dato un’occhiata alla moltitudine di oculari esposti.
Ho faticato a non sgranare gli occhi per non dare ancor più l’impressione della mia “principiantaggine” (lic. poet. conc.), ma lo spettacolo che mi si parava davanti era inquietante: avevo sentito che il peso e la dimensione degli oculari di un certo livello sono generosi, ma non mi ero certo immaginato che un Ethos potesse sembrare un piccolo teleobiettivo! E i Meade 5000 UWA erano delle bombe a mano! Per non parlare delle versioni da 2″, veri e propri ananas!
Ah, beata ingenuità di noi apprendisti astrofili!
Se dovessi utilizzare un bestione simile su Zaphod farei collassare la montatura su sé stessa a causa della concentrazione di massa improbabile. Ve la immaginate una montatura di neutroni?

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