Orione!

Orione!

Dopo un po’ di inattività torno all’oculare anche se solo per una toccata e fuga piuttosto breve dal balcone. Dopo aver constatato con sommo entusiasmo che la volta celeste sembra finalmente propizia, mostrandosi denudata del suo sudario di nuvole e soprattutto esponendo le proprie bellezze invernali alla vista del mio balcone, monto rapidamente Zaphod sul mio treppiede sgangherato e comincio la – breve, a dire il vero – ricerca.
Per prima cosa un’occhiata alle meravigliose Pleiadi, le sette sorelle che si manifestano ovviamente nel loro splendore.
Poi si passa alla classica occhiatina al doppio del Perseo, sempre foriero di belle sensazioni e appagante per la vista e per i sensi.
Da lì, la galassia in Andromeda vien da sè.
Infine… Provo a cimentarmi, si fa per dire, con uno degli oggetti di cui ho sempre sentito parlare ma che non sono mai riuscito ad osservare: M42, la celeberrima nebulosa di Orione.
Lo star hopping è a dir poco banale, anzi non esiste. Dalla cosiddetta cintura di Orione basta “scendere” qualche grado e trovare una bella tripletta apparente di stelle e puntare la stella di mezzo. E’ stato sufficiente, con i miei 900mm di focale per 114mm (sigh) di apertura, usare il 25mm per iniziare ad osservare con profitto questa splendida nebulosa.
Passando ai 9mm e infine ai 4, questo oggetto mi ha deliziato per qualche decina di minuti, durante i quali mi sono chiesto cosa avrei potuto osservare dal un luogo più buio e con un maggiore diametro.
Con 114mm la nebulosa inizio a vedere la sagoma della nebulosa nonostante l’inquinamento luminoso del sito e il poco adattamento del mio occhio al buio.
Chissà che a Babbo Natale non mi venga voglia di chiedere quel Newton da 200… Ma la mia EQ5 lo terrà? Brrr…

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