Ouverture

Ouverture

Far away

C’era un tempo in cui l’undici era dodici, e il dodici si poteva dividere per tre ottenendo quattro minuti di splendida attesa e altri otto di tumulto. Poi qualcosa andó perso e il dodici divenne undici e tale rimase, orfanamente. Un numero primo solo soletto, che affiorava qua e lá a intervalli completamente irregolari, mentre falliva nel tentativo di dividersi per un numero imprecisato di numeri naturali senza lasciare resto.
Ora l’undici sopravvive all’inverno piú rigido che abbia mai visto; osserva dal suo obló la Luna, congelata in cielo, scomparire sciogliendosi dietro i tetti, ma il peggio dev’essere passato.
Rimette nel panciotto il cipollone ormai sfasciato e riprende a correre anche se Alice non é piú all’orizzonte. Aveva sempre faticato a trovare la giusta dimensione, Alice. A volte non passava dalle porte e altre non arrivava al tavolo, ma di certo non aveva bisogno di inseguire bianconigli in mezzo ai cespugli, correndo il rischio di cadere in profonde buche.
Zompettando ora allegramente e ora no, ma sempre e comunque zompettando, l’undici resiste e non si accontenta piú della mera sopravvivenza, ma vuole essere inserito di diritto nell’asse delle ascisse del piano cartesiano della vita, fra un pari e l’altro, a distanze irregolari dagli altri primi, sfiorato e intersecato da funzioni di ogni grado.
Il tutto senza dimenticare dove giace l’origine del piano, né qual é il sistema di riferimento.
Infine, senza voler saltare arbitrariamente sulle ordinate.

5 Replies to “Ouverture”

      1. L’Ermetismo non è mai fine a se stesso, è sempre volto a veicolare un messaggio alle orecchie di chi può intendere, avendo gli occhi per vedere.. 😉

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