Piove (Angela ladra?)

Piove (Angela ladra?)

L'alba a Jungingen

Come giustamente qualcuno mi fece notare (vero Domenico?), il blog è rimasto indietro negli ultimi giorni. Non di pigrizia si trattava, ma di assenza di cose da raccontare o, per meglio dire, di cose raccontabili.
Non ci si preoccupi: intendo dire che le news più succulente non sono riportabili per motivi di politiche aziendali. Diciamo soltanto, allora, che stiamo attraversando un momento di cambiamento, e non sappiamo ancora bene che cosa capiterà al suo termine. La cosa mi riguarda relativamente, dato che essendo appena arrivato non ho memoria storica di ciò che era prima, e non essendo ancora il mio nuovo ritmo lavorativo consolidato, non apprezzerò i cambiamenti che ci troveremo a vivere.

Ascolto Yann Tiersen e la pioggia ticchetta a intermittenza sull’abbaino, dopo una notte perlopiù insonne a causa di un colpo di freddo rimediato ieri dopo pranzo. Uscire dalla mensa dopo aver mangiato e dedicarsi coi colleghi a una passeggiata in mezzo ai prati è una buona idea. Non è altrettanto buono, invece, farlo senza premurarsi di coprirsi a sufficienza. Abituato al freddo di Ulm, però, quando sul termometro ho visto 6 (sei!) gradi, e in cielo il sole splendente, ho pensato che dovesse fare caldo, quindi non ho ritenuto opportuno coprirmi adeguatamente. Un leggero lupetto sotto il cappotto avrebbe dovuto essere sufficiente, secondo il mio logoro cervello.

Appuriamo insomma la mia poca avvedutezza, che mi ha donato una notte infernale e la mia prima assenza dall’ufficio dopo neppure tre settimane, proprio alla vigilia della manutenzione straordinaria semestrale che si terrà domani e alla quale ovviamente non potrò prendere parte. Avrei potuto cominciare meglio la mia esperienza in Svevia, devo ammetterlo.

In compenso mi lascio un po’ consolare dall’aver trovato, forse, un’abitazione definitiva che fa al caso mio. Sperando che non ci siano troppe richieste per quell’abitazione, dal primo gennaio potrei già vivere in un bicamerino con giardino, veranda e soprattutto i miei mobili e la mia libertà. Unico neo, i prezzi degli affitti ulmesi, davvero elevati soprattutto in zone centrali o di prima periferia. Per questo motivo ho optato per un appartamento fuori città, 5-6 km dal centro e altrettanti dalla sede di lavoro, nello stesso paese in cui mi trovo adesso. Anzi, per essere precisi, a 500m in linea d’aria da qui. La maggior parte degli impiegati di qua vuole vivere in centro, incurante di spazi, rumore, prezzi. Io, abituato da sempre a stare in prima o seconda periferia, e in questo caso a 10 minuti d’autobus dal centro, non ho intenzione di spendere valanghe di soldi per monolocali fatiscenti. La prossima settimana dovrei avere notizie più precise, cioè dovrebbero dirmi se la mia domanda è stata accettata. Per i succitati motivi le richieste non dovrebbero essere molte, perciò incrocio le dita e attendo di poter dormire nel mio vero letto, in quel luminoso e spazioso appartamento nella tranquilla e silenziosa Jungingen.

7 Replies to “Piove (Angela ladra?)”

  1. Che dire Gabriel, a scrivere non sei niente male, indi mi preoccupavo di questo paio giorni di vuoto.
    Lavorando in settore affine al tuo è un po’ un voler farsi del male leggerti. Il confronto tra la realtà che vivo io e la tua è una cosa che lascia più che basiti ma la curiosità e la tua bravura nello descrivere le cose rendono la cosa sopportabile.
    Copriti, riprenditi e buona fortuna per la casa! Io in casa nuova ci vivo da poco più di un mese e ormai ho decretato la mia residenza sull’italico suolo altrimenti ti raggiungerei volentieri 😉

  2. Grazie Sbraaa-Domenico, di seguirmi e dei complimenti! 🙂
    Diciamo che qui ci sono degli indubbi vantaggi, almeno per le 3 settimane che ho vissuto, mentre sugli svantaggi, beh… Devo ancora trovarne ma sono certo che ne incontrerò.
    Credo che la forza di noi italiani sia proprio quella di provenire da ambienti totalmente diversi, cosicché quando espatriamo ci sentiamo, per certi versi, fortunati. I tedeschi, invece, che sono abituati a un altro modo di lavorare, in ambito lavorativo appaiono invece più “schizzinosi” ai nostri occhi e si demoralizzano più facilmente, semplicemente perché per loro l’asticella si è già alzata. 🙂
    Complimenti per l’acquisto (suppongo) della casa!

  3. Ci mancherebbe! I complimenti te li meriti e concordo al 100% su quanto hai detto. Certo che se noi italiani riuscissimo a far tesoro del know how che acquisiamo in giro per il mondo e a farlo fruttare in patria.. beh quanto meno staremo tutti meglio! 🙂
    Grazie a te dei complimenti per l’acquisto! Eh si, il grande passo è fatto e come disse il Rocco nazionale entrando in un harem bulgaro: “.. mo so cazzi per tutti!” 😀
    Scherzi a parte, felici più che mai e contenti della scelta, speriamo solo che le cose a livello nazionale si sistemino un po’ altrimenti diventa dura.
    Dovessero nascere problemi seri ti considero fin d’ora il mio fido infiltrato in terra tedesca per future rappresaglie. Se passeggiando incontri Angela ricordale che qua sia tutti calmi e tranquilli.. ma quando ci girano.. 😉

  4. Finché l’Italia resterà comandata da vecchi, fra cui la classe politica più vecchia d’Europa, che mettono nei posti di responsabilità i loro amici e non le persone brillanti, non vedo uscita. Non è pensabile che, da noi, ci siano professionisti nell’informatica che, con 10 anni di esperienza, prendono meno di un banconiere. E per loro non c’è speranza di crescita se non rimettendosi in gioco, cambiando almeno l’azienda per cui lavorano, cosa sempre più difficile vista la selva di contratti capestri offerti dalle compagnie italiane. Non è pensabile che una persona faccia l’apprendista per 10 anni, perché ogni 2 anni gli cambiano mansione da “magazziniere” a “spostatore di pallet” a “organizzatore di scaffali”.
    E ne avrei tante altre… Ma forse ci scriverò sopra un post dedicato. 😉

  5. Hai centrato l’obiettivo! Da quello che mi dicono altri amici che hanno fatto la tua scelta, coi miei onesti 12 anni di esperienza, FUORI dall’Italia farei una vita decisamente più vantaggiosa se non altro dal punto di vista economico!
    Ma ormai…. beh aspetto il post dedicato! 😉

  6. ciao fratellino!!!!come stai?meglio?bè almeno è sabato quindi perdi solo un giorno per quanto importante dai!speriamo bene per l’appartamento in fondo noi siamo abituati alla vita di campagna e periferia io in centro impazzirei!quando torni a casa la sera hai voglia di silenzio e tranquillità…questo mi fa ricordare la coppia che abbiamo conosciuto in vacanza quest’estate lavoravano a milano e abitano sul lago di como… due ore a testa andata e due ore ritorno in treno sempre a testa..però lui a casa sua sente solo il rumore delle lancette dell’orologio della chiesa…. un bacione e rimettiti e copriti!!!!!!

  7. Sto nettamente meglio oggi, grazie, domani sarò come nuovo e lunedì pronto per una nuova settimana in ufficio, questa volta un po’ più impegnativa…
    Io al contrario dei vostri amici non farei mai due ore di strada per andare a lavorare, però nel mio caso si parlerebbe di dieci minuti in auto e 20 in autobus, non credo che sia uno sforzo immane! 😀

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