Prima. Vera.

Prima. Vera.

Dear old friends

Era il 21 di marzo. Da un anno, un mese e quindici giorni esatti ero entrato nella nuova fase della mia vita. Non facile, per eufemizzare, ma degna di essere raccontata come ho fatto in uno degli ultimi post del 2011.

Era il 21 marzo ieri, quando uscivo dalla nuova casa e il sole si stava rimboccando le coperte per la notte. Per il suo corredo ieri sera aveva scelto tonalitá soffuse e delicate di rosa e giallo, mentre dava la buonanotte ai boschi e alle colline sottostanti, spargendovi sopra gli ultimi timidi raggi di luce.

In direzione opposta, invece, la cittá si faceva bella per la serata, illuminandosi di migliaia di luci, l’orgoglioso Münster svettante con altezzositá sopra di tutto e tutti.

La vista era appagata e quindi mi sono ricordato che, come mi disse un’insegnante quasi un anno fa, a volte dobbiamo escluderla e ricordarci degli altri sensi. Con gli occhi chiusi respirare il vento fresco che corre nella valle del Danubio, con le orecchie sentirne i sussurri.

Con la mente viaggiare lontano e restare vicino, ricordarsi dei sorrisi amici e degli occhi che hanno incontrato i tuoi.
Poi separare nuovamente le palpebre dopo avere provato a cercarvi il tramonto, e accorgersi che le prime stelle sono apparse lá sopra, e in loro compagnia guidare per una delle ultime volte verso la vecchia casa.

La vecchia casa dove, dall’abbaino della stanzetta, le eterne amiche vegliano su di me e con vanitosa eleganza posano per la mia macchina fotografica.

Poi addormentarsi, vinto dal sonno.

Morfeo viene a farmi visita ma questa volta non accompagna demoni alla soglia del mio subconscio.
Nessuna oscuritá ma la luce, stanotte.
Due occhi quasi senza volto.
Labbra che danzano disegnando sorrisi e creando melodie di parole.
Una voce.
Entusiasmo, condivisione, calore.
Nessuna paura, nessun timore.
Felicitá.
Serenitá.
Libertá.
Libertá di vivere nella primavera della vita.

2 Replies to “Prima. Vera.”

  1. che bello partecipare ad ogni tua singola emozione…. questa tua capacità di intensa condivisione è una delle cose che mi spinge a ripetere che …… hai sbagliato mestiere dovevi fare lo scrittore 🙂 bello bello sempre bello….

Leave a Reply

%d bloggers like this: