Santificare le feste!

Santificare le feste!

A destinazione?

Le ultime ventiquattr’ore: un turbillon di emozioni e felicitá.

Si é giá colta l’ironia, oppure la speranza di leggere delle buone nuove domina la mente dell’ignaro lettore e ne distorce le capacitá di discernimento?

La prendo alla larga e comincio da lunedí sera quando, invece che in autobus, sono tornato a casa in auto con Aki, che per un giorno si era motorizzato dopo aver accompagnato la moglie in aeroporto. Sulla via di casa ci siamo prima fermati a ritirare la sua vetusta bici in riparazione, e poi abbiamo fatto tappa al supermercato: ero rimasto a corto di cibi colazionosi, anche se da quando mi sono trasferito in suolo tedesco mi nutro indistintamente di qualsiasi cosa, dolce o salata, indipendentemente dall’ora. Ciononostante mi mancava il mio müsli comprato all’Edeka, che, come dice la mia teacher – o forse Lehrerin – preferita, vende roba di qualitá aristocratica. Ebbene, Aki quel giorno mi ha suggerito di fermarsi a un altro supermercato, forse per comoditá sua o forse perché sí (credo che la seconda sia la motivazione piú gettonata): un fetido hard discount a bassissimo costo, di cui non sveleró il nome per non incappare in guai giudiziari. Ignaro e bona fide ho accettato, pensando che il müsli é un bene tipico dei paesi nordici, anzi quasi un’istituzione, perció anche nei posti piú desolati avrebbe dovuto essere di qualitá commestibile.

Fine della prima parte, inizio della seconda parte.

Nella giornata di ieri ho avuto la possibilitá di assaggiare parte delle prelibatezze che mi ero procacciato la sera precedente, tanto da forzare un po’ la mano e appesantirmi di strudel di ciliegia al punto da rendermi la nottata ancora piú difficile. In fondo, ma neppure troppo in fondo, il connubio fra pensieri assillanti e sovraffaticamento digestivo dá i suoi migliori frutti proprio al momento di coricarsi.
Arrivo allora in qualche modo alla mattina di oggi quando, un po’ in ritardo sulla tabella di marcia per colpa della suddetta nottata, ho rotto gli indugi e mi sono avventato sull’agognata miscela di cereali e frutta, che speravo essere qualitativamente allineata al resto della spesa.

Mastica, mastica, ingurgita per non perdere l’autobus, peró, pensavo in un discorso indiretto fra me e me, non male questa sbobba.

Fino a che… Crack.

Una scheggia di marmo travertino o forse di corindone, somigliante a un frammento di guscio non meglio identificato, ha impattato pesantemente fra i miei denti. Succede, ho pensato allora, non é la prima volta e non é un dramma, anche se il desiderio di santificare le feste era fortissimo. Poi, peró, passo la lingua sul premolare colpito e lo sento dondolare e mi accorgo che non é il dente a dondolare, ma solo una parte di esso. Il premolare aveva giá conosciuto l’ambulatorio del dentista ed era stato otturato, di conseguenza l’impatto l’ha diviso a metá, staccando di netto la parte interna e lasciando integra e salda la parte esterna, salvando perlomeno il mio sardonico e oggi inutilizzato sorriso.

In quel momento sono affiorati nella mia mente, fra tutti gli improperi irripetibili che vi turbinavano, ricordi dei primi giorni in terra tedesca: “il punto dolente dell’assicurazione sanitaria é l’assistenza dentistica”, concetto ribadito peraltro anche dalla summenzionata teacher. Rabbrividendo, ma non avendo scelta, ho contattato uno studio dentistico consigliato dai colleghi, e in un mix di tedesco e inglese ho spiegato la situazione. La receptionist mi ha dato appuntamento per… Subito. Fuga dall’ufficio, autobus, breve camminata nella graziosissima e residenzialissima Eselsberg, della cui bellezza ero impossibilitato a bearmi in quel momento; dopo venti minuti ero in sala d’attesa, dopo un’ora ero sulla poltrona.
Il dottore ha controllato, confermando il danno, per poi sottopormi a una velocissima seduta ai Raggi X, rimettermi sul lettino e farmi vedere sul display LCD sovrastante la situazione del mio disgraziato premolare. Dopo una lunga spiegazione del piano di battaglia, ha inforcato un paio di occhialini ingrandenti (e mi si perdoni se non riesco a trovare un termine piú adeguato) Carl Zeiss e ha cominciato ad operare.
Per farla breve: ne sono uscito con un pezzo di dente in meno, una ricostruzione temporanea, tre ulteriori appuntamenti a distanza di due settimane l’uno dall’altro, e un preventivo di 500-600 euro per la ricostruzione della corona.

Riassumendo: Babbo Natale é passato in anticipo, quest’anno, lasciandomi un discreto carico di melma.
Mi consolo in minima parte notando, mentre torno a casa dopo aver trascorso il resto della trionfale (cfr. ironia d’inizio post) giornata in ufficio, che le nubi cariche di pioggia hanno lasciato il posto a uno splendido e gelido cielo stellato.

Tutto questo, tuttavia, non mi esime dall’annotare la curiositá del giorno: non ricordo di averne giá scritto, in tal caso dovrei vedermela con il fuorviante omino del mio cervello. Insomma, qui in Germania si usa la pasta non come primo piatto (anche perché il concetto di primo e secondo non esiste), ma come contorno alla carne e non solo. In mensa, quindi, accade di trovare la combinazione bistecca di maiale impanata nell’uovo e fritta su letto di pasta corta al sugo di pomodoro e paprika. Oppure, ancora, si puó vedere la pasta condita con panna e piselli comparire fra le vaschette dell’insalata, pronta per essere mescolata con radicchio rosso o lattuga a seconda dei gusti.

Chiudo con un fatto curioso bonus: la piattaforma di blogging che uso (vabbe’, un banale WordPress) registra le chiavi di ricerca che da google indirizzano al mio sito, e fra queste da un paio di giorni é comparsa “racconti voyeur”. Questo significa che qualcuno clicca su questo blog mentre cerca dei racconti pruriginosi.
Sará un bug del motore di ricerca, oppure queste pagine nascondono dei segreti di cui neppure io sono a conoscenza?
Mistero…

4 Replies to “Santificare le feste!”

  1. molto ben nascosti…. ma dai che sfiga!Grazie Aki questo discount diventerà sicuramente meta di pellegrinaggi distruttivi….spero che il muesli sia finito nell’immondizia…. bè dell’uso distorto della pasta avevo già avuto sentore in Austria dove viene accoppiata a diversi piatti non è certo una loro specialità!magari quando torni te ne porterai via un po’ da cuocerti col sugo all’italica maniera… un bacione e …sorridi! 🙂

  2. Don’t worry, si va sempre avanti! 🙂
    La pasta all’italiana me la cucino a casa, dove gli ingredienti giusti non mancano nonostante la condizione ancora un po’ di fortuna. 😉

  3. Come santifichi tu nessuno mai 😉 😀
    Vedila positiva : adesso puoi santificare a piacimento fino ad anno nuovo e nessuno ti può biasimare.

  4. 😀
    Ho solo l’impressione di risultare poco natalizio in tutto ció, ma hai ragione: se la fisica e gli eventi mi remano contro, ho l’obbligo morale di fare le mie rimostranze!

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