Scioperi e prefissi mobili

Scioperi e prefissi mobili

A solar knife splits the sky

Arrivo a lavoro dopo una dose aggiuntiva di training mattutino, oggi. Gli autobus urbani, infatti, erano in sciopero, ma l’ho scoperto al momento del cambio dal numero 45, che dalla campagna mi porta al parco scientifico, al numero 7. L’assenza del consueto numero di persone alla fermata stava quasi per sollevare dei leciti interrogativi, ma é stata una gentile signora a fermarmi mentre mi dirigevo all’altra fermata comunicandomi la ferale notizia. Il piú era fatto, ormai, perció mi restavano solo un paio di chilometri da percorrere a piedi, e fortunatamente la giornata oggi si é da subito presentata con uno splendido – ma freddo – sole (vedasi ennesima foto dall’abbaino). Da domani queste evenienze saranno abilmente evitate grazie all’arrivo della nuova quattroruote, bene che pareva necessario nella mia vita italiana, ma senza il quale sono sopravvissuto da novembre 2011 a oggi.

A proposito di foto dall’abbaino sui campi circostanti Jungingen, questo é l’ultimo mese in cui potranno comparire siffatte immagini su questo blog. Dopodomani, infatti, mi verranno consegnate le chiavi del nuovo appartamento, e subito dopo cominceró i lavori di trasloco e arredamento, fra i quali rivestirá una particolare importanza la pianificazione della cucina e il suo acquisto. Giá piango al solo pensiero di dover interagire con i commessi tedeschi Ikea per un argomento cosí complesso. Voglio dire, non é come andare da Mediamarkt (Mediaworld tedesco) per procurarsi un netbook… Quando mi verrá richiesto dove vorró piazzare il Kochfelder vacilleró, e cadró quando si dovrá parlare del Dunstabzugshauben (parola che non riesco a ricordarmi, ma perlomeno ricordo che significa “cappa da cucina”). Sará terribilmente divertente, sí.

L’apprendimento del tedesco, inoltre, procede un po’ lentamente causa pigrizia del sottoscritto ma non solo: dover ancora pensare al trasloco, alla macchina e a un sacco di questioni logistiche dopo quattro mesi, momento in cui dovrei giá essere da tempo accasato, toglie tempo, energia e concentrazione che potrebbero essere utilizzate per fini piú nobili quali appunto l’affinamento della lingua tedesca. Al momento mi accontento delle interazioni coi colleghi e di qualche scambio di email con fornitori, agenti, ecc., ma presto dovró saltare definitivamente nella totale full-immersion se vorró portare la mia fluiditá a un livello per me accettabile. Purtroppo per me, la mia definizione di accettabile é piuttosto esigente.

A proposito della lingua parlata da queste parti, riaffiorano qua e lá i ricordi degli studi scolastici mano a mano che la leggo o la sento parlare, e con loro tutti quei dettagli che dal punto di vista di un italiano sembrano, se non insormontabili, molto difficili da automatizzare. Passare alla lingua tedesca e alla rigidezza delle sue regole, la stretta posizionalitá delle parole all’interno della frase come ad esempio il posizionamento dei verbi al termine delle frasi subordinate (Nebensätze), o ancora la separabilitá dei prefissi nella coniugazione di molti verbi, richiede uno sforzo cerebrale notevole. Credo peró che sarebbe sbagliato pensare che l’italiano possa essere molto piú semplice: sia sufficiente pensare agli accenti, ai congiuntivi e ai condizionali (concetto che in altre lingue non esiste), alla complessitá degli ausiliari, della loro coniugazione, a tutti i verbi irregolari, ecc.

Ciononostante il tedesco resta una brutta bestia, ma é uno degli obiettivi 2012 per il sottoscritto.

6 Replies to “Scioperi e prefissi mobili”

  1. Cosa posso dirti, ho fatto il corso base di Tedesco anche io (10 lezioni con insegnante madre lingua) e convengo con te che il Tedesco non è esattamente una passeggiata!
    La somiglianza di alcuni termini con l’inglese inizialmente rincuora il malcapitato (mother -> Mutter, winter -> winter, etc.) ma quando arrivi alla grammatica… una disperazione!
    Pensa che devo ancora capacitarmi del perchè sti maledetti crucchi (in tono amichevole ovviamente) hanno la scuola maschile (der Schule!) 😉 😀

    1. Io sono fortunato perché ho fatto 8 anni di tedesco a scuola, ma i ricordi sono lontani e riaffiorano a poco a poco… E alcuni non riaffioreranno mai se attraverso ulteriore studio. E poi la scuola italiana non prepara a parlare le lingue: ricordo lunghissime lezioni sulla letteratura tedesca, e davvero poca conversazione. Ma, perlomeno, ho dei concetti ancora saldi in mente anche dopo molti anni, il che é pur sempre una base da cui partire.

      1. Più che altro al momento hai un vantaggio fondamentale: vivi in mezzo a gente che parla quella lingua. A mio avviso il problema dello studio delle lingue straniere è che se non hai modo di mettere in pratica quanto studiato non riuscirai mai a fissare quanto appreso. Di fatto tante persone scelgono di imparare una lingua straniera andando a vivere, magari solo temporaneamente, dove la lingua si usa tutti i giorni. Tu sei lì, ergo… dacci dentro e vedrai che nel giro di un ragionevole tempo sarai sicuramente ripagato 😉

        1. Di certo la full-immersion é un notevole vantaggio, ma inizialmente anche sconfortante perché ti rendi conto che fra dialetti, accenti e modi di dire c’é da sudare parecchio prima di poter conversare con una certa dimestichezza.
          Fortunatamente la lingua ufficiale in azienda é l’inglese, e comunque anche al di fuori del lavoro trovo molte persone con cui, in caso di incomprensioni, posso usare l’inglese o addirittura l’italiano (credo che siano in maggior numero i tedeschi che sanno l’italiano piuttosto che il contrario!).

          Dimenticavo: la scuola non é maschile, é femminile! Quando dici “in der Schule” é perché “die” va in dativo.

  2. Ti sei dimenticato:
    1) i generi dei nomi che sono da imparare a memoria (il Sole è “die Sonne” e la luna “der Mond”)
    2) i plurali e i genitivi sono da imparare praticamente a memoria.
    3) la coniugazione dei verbi irregolari va sostanzialmente imparata a memoria
    4) pure i participi passati finiscono a fine frase
    E che per fortuna ho fatto latino al liceo così perlomeno quando si parla di accusativi,genitivi,dativi e neutri so di cosa si tratta.
    Forza e coraggio!

Leave a Reply

%d bloggers like this: