Socialità 2.0

Socialità 2.0

Up or Down

Flickr è un utile strumento per condividere foto, sicuramente, ma mi sto rendendo conto sempre più che sottosta ad oscuri meccanismi che poco hanno a che vedere con la qualità dell’immagine o la ricerca della bellezza fotografica.

Come nel mondo reale, infatti, contano tanto di più i rapporti interpersonali che si riescono a stringere con gli altri utenti. Il meccanismo di Flickr è semplice: quando uploadiamo delle foto/immagini, esse vengono visualizzate come micro-thumbnail nella home page di ciascuno dei nostri contatti (più precisamente, di chi ci ha aggiunti come contatto), che si spera cliccheranno su di esse e le commenteranno, magari aggiungendole nelle loro collezioni o addirittura, come massima onorificenza, nei loro preferiti. Il problema, però, quando si sbarca in una nuova community, è cominciare ad avere dei contatti. In Flickr uno dei modi migliori per mostrare i propri lavori agli altri utenti è aggiungerle in gruppi tematici, di quelli che obblighino gli utenti a premiare enne foto per ognuna che aggiungono al pool. Sembra un gioco spietato quasi bambinesco, ma almeno così si evita il classico post-and-run a cui troppi soggetti sono dediti: essi infatti aggiungono le foto ai gruppi per aumentare la propria visibilità, ma non sfogliano le foto degli altri in un atteggiamento vagamente parassitario.

Tutto bene, quindi? Naturalmente no, perché tante volte si ha l’impressione di essere premiati soltanto in cambio del proprio commento favorevole, oppure da persone che distribuiscono a caso i premi e i commenti richiesti dagli admin del gruppo, per non perdere tempo a sfogliare decine di foto, tante volte senza neppure visualizzarle se non in formato microscopico nella home page per non perdere tempo, impedendosi di apprezzare i dettagli, i colori e il significato delle immagini altrui.

Sono queste persone appassionate di fotografia? Oppure sono appassionate di se stesse e cercano semplicemente di sfamare il proprio ego guardando crescere a dismisura i contatori dei commenti e delle visualizzazioni delle proprie opere? Magari aggiungendo e facendosi aggiungere da migliaia di persone come contatti in modo da promuoversi quanto più possibile?

Si trovano così, sul sito in questione – ma non solo, perché non è che su deviantart o su altre piattaforme le politiche siano poi tanto diverse – utenti che copiano e incollano commenti precompilati personalizzati, fin troppo lusinghieri per poter essere credibili, ma che la maggior parte delle persone percepisce come sinceri e scritti ad hoc, e ricambia volentieri con commenti gentili, favoriti e servizietti di varia natura.

Non bisogna stupirsi, quindi, se appaiono centinaia di entusiastici commenti sui classici banali tramonti sul mare con orizzonte storto, sgranati e mal esposti. Si badi bene che non sto denigrando i meravigliosi tramonti sul mare che madre Natura ci regala (anche se ne abbiamo visti davvero troppi in tutte le salse) bensì un incomprensibilmente esagerato apprezzamento del “pubblico” nei confronti di scatti eseguiti senza particolare ispirazione o, nel peggiore dei casi, semplicemente scadenti.

Insomma, nel Web 2.0 si fanno un po’ di inciuci e brogli, che ricordano molto quelli del mondo reale. Nulla di nuovo, ma che tristezza!

E in tutto questo mi terrorizza l’idea che qualcuno possa osannare una mia foto come un capolavoro, anche se in realtà provoca il medesimo effetto di un confetto Falqui.

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