Subrahmanyan Chandrasekhar

Subrahmanyan Chandrasekhar

Anche stasera il cielo non mi è amico: le sue nubi, emissarie furibonde, stanno ricoprendo la terra di catinelle d’acqua. Arroganti, sfilano come un oscuro esercito di Mordor davanti alle timide e silenziose stelle, oscurandole.
Sicché, essendo pressoché disoccupato in casa per un breve periodo, leggiucchio qua e là di Chandrasekhar.
Chi conosce un minimo le basi dell’astronomia si ricorda quasi certamente di “Chandra”, perlomeno perché ne ha letto quando ha affrontato uno degli argomenti più interessanti della cosmologia moderna: l’evoluzione stellare e più in particolare i buchi neri.
Non ho però alcuna intenzione di riportare qui alcuna delle sue teorie; si possono infatti trovare facilmente ovunque sul Web.
Leggendo parte della biografia di Chandra, però, ho rilevato due interessanti aspetti della sua vita.
Il primo è che, come Gandhi, egli di trovò ad essere prodotto di un’India che voleva emanciparsi dal dominio inglese, pertanto le difficoltà che incontrò durante la sua carriera furono decisamente maggiori di quelle di un qualsiasi astronomo che non provenisse dal mondo coloniale. Quanto maggiori sono le peripezie, tanto maggiore è l’importanza del risultato, a parer mio.
Il secondo aspetto è la formazione che ricevette: il nonno era un illustre matematico che scrisse anche un certo numero di testi, conservati nella biblioteca di famiglia che il giovane Chandra divorò in giovane età; la madre insegnò al giovane Subrahmanyan , fra le altre cose, l’inglese in quanto ne riteneva la conoscenza perfetta – a ragion veduta – elemento base per la sua carriera di studioso; sorelle e fratelli erano studiosi; il padre era nientemeno che un ingegnere se non ricordo male, ma era quasi disprezzato dai figli che lo biasimavano per aver preferito la carriera da professionista a quella accademica. La pecora nera della famiglia, insomma!
Si dice poi che le discussioni e le dissertazioni di casa Chandrasekhar fossero sempre piuttosto impegnative e non banali, decisamente lontane dai nostri quotidiani assilli sul vincitore del Grande Fratello o sull’andamento del campionato di calcio nazionale.
Chandra, che era persona indubbiamente brillante parecchio sopra la media, nasce e cresce in questo rigoglioso fermento culturale. Come sarebbe andata se le condizioni ambientali fossero state diverse?
E quante persone, al mondo, perdono il treno per l’eternità semplicemente perché nascono in posti sbagliati?
Se qualcuno mi desse una chance per reincarnarmi dopo la mia morte credo che dedicherei la mia vita all’astrofisica… Scoprendo certamente di non avere la minima parte del talento di Chandra e tanti altri, ma chissà, forse qualche piccolo contributo alla scienza potrebbe arrivare anche dal sottoscritto (chi ha urlato “bum!” ?)!

Ma in fondo mi va bene così, con il mio sfigatissimo Zaphod e la mia cara Maria a tenermi compagnia sotto il lenzuolo di stelle.

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