TripAdvisor & c. – L’algoritmo del viandante affamato?

TripAdvisor & c. – L’algoritmo del viandante affamato?

Sono in un vicolo di Salisburgo, sono le 19 e il sole sta per tramontare. Ho fame. Prendo in mano l’insostituibile smartphone e lancio TripAdvisor.
Premo “Cerca ristoranti”
Poi dove? “Qui vicino”

Appare una lista di locali, che distano dai 20m ai 3km.

Il più vicino ha una votazione media di 4 su 5. “Non male”, penso.
Comincio a leggere le recensioni.

1. “STATE ALLA LARGA! Ho ordinato un piatto pensando che fosse tutt’altro e mi han portato una brodaglia puzzolente. Ho chiesto di cambiarmelo ma non capivano l’italiano. VOTO: 1/5”
2. “Meraviglioso! Consigliatissimo! Cibo di ottima qualità, posto accogliente! VOTO: 3/5”
3. “Locale nella media, si mangia e si beve bene, personale piuttosto accogliente. VOTO: 4/5”

Un po’ spiazzato, proseguo a scorrere la lista degli altri locali e scopro con un certo stupore che… Per tutti il voto è uguale: 4/5!

Fanno eccezione due ristoranti. Uno è votato 1/5 in base a UNA SOLA recensione di un turista scottato per qualche motivo. L’altro totalizza una media di 4.5/5, perché qualcuno ha deciso di essere un po’ più magnanimo.

Indi mi sono chiesto: ma è possibile che i voti assegnati a tutti i locali di qualsivoglia città fluttuino fra il 3.5 e il 4.5, con la stragrande maggioranza a 4?

Dando un’occhiata alle singole recensioni, sì, è possibile, perché la distribuzione dei voti è sempre molto simile:

– Qualche scontento che vota 1/5;
– Un certo numero di timidi e/o severi che assegna una sufficienza d’ufficio, un “sei politico” (il 3/5 di cui sopra);
– La stragrande maggioranza di visitatori, che assegna 4/5 perché davvero soddisfatta o anche “perché sì”;
– Un manipolo di entusiasti che premia l’esercente con il massimo dei voti (5/5).

Quanto è affidabile, quindi, TripAdvisor?

Probabilmente molto poco. Ma il problema non è del servizio in se. Il problema sono gli utenti che, essendo vari come gli abitanti del pianeta, hanno gusti e sensibilità così diverse, e talvolta così bizzarre, da rendere quasi completamente inutile ogni tentativo di qualificazione e classificazione di ristoranti e trattorie. Inoltre ogni locale ha dei punti di forza e di debolezza, quindi per forza di cose ci sarà una divergenza fra le opinioni di chi ha ordinato la specialità della casa e di chi invece si è azzardato a degustare un piatto “qualunque”.

Il mio personalissimo consiglio?

Andate a intuito e usate la testa.

– Osservate dove si raduna la gente del luogo
– Diffidate dei locali assaltati da turisti.
– Usate i vecchi metodi: chiedete consiglio agli abitanti del luogo, che magari vi sapranno consigliare quella trattoria un po’ imbucata in cui si mangia come orsi e si paga come barboni.

Ma alla fine, nonostante tutto, potrete essere delusi o sorpresi, esattamente come lo siete quando provate nuovi locali nella vostra città.

E, dopo aver provato, scrivete la vostra recensione su TripAdvisor o su altri siti simili, per condividere la vostra esperienza, che sarà solo vostra e non potrà essere la Bibbia per nessun altro. 🙂

3 Replies to “TripAdvisor & c. – L’algoritmo del viandante affamato?”

      1. Per citare un noto giornalista veronese (pace all’anima sua) : “se non bestemmio guarda…” 😉

        Più che altro come fai notare tu non è tanto TA ma l’ignoranza degli utenti!

        Si va dal 18 enne che deve dimostrare la padronanza dei superlativi assoluti della nostra forbita lingua ( “… il servizio era velocissimo, il cibo buonissimo, il personale cortesissimo “, si ma intanto gli hai dato 2/5!!! ) alla zitella acida ( ” … sono entrata e non mi hanno fatto accomodare, nessuno e venuto a propormi il migliore abbinamento tra le bevande e i cibi…” ehm signora… se al ristopizza non danno le stelle michelin un motivo ci sarà!!! ).

        Alla fine, come hai detto tu, entri nel locale ravanandoti i maroni e speri nel meglio aspettandoti il peggio.
        Se imparassimo a dare giudizi obbiettivi forse TA sarebbe realmente utile,
        com’è adesso serve solo a farti salire il cristo!!

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